La pelle d’agnello? Lasciamogliela.

Avevo già visto in giro la pelle d’agnello proposta come mai più senza per il neonato, e a un certo punto mi ha addirittura sfiorato l’idea di comprarla (non scherzo: anni di lotte contro le pellicce sfumate nel nulla, anche se per un nanosecondo!), ma adesso mi indigno sul serio.


Pasqua 2008: mentre altri agnelli seguivano il gregge con le loro mamme, questi erano lasciati soli e desolati dentro un furgoncino. Avessi avuto più coraggio, aprivo e me li portavo via...

Ecco cosa scrive Alessia in un un articolo del blog aziendale di New Baby Berry:

Messa sul passeggino evita anche che i nostri piccoli vengano a contatto con i tessuti sintetici e chimicamente trattati per essere resistenti e antimacchia, chissà di cosa sono impregnati quei tessuti che usiamo per ore tutti i giorni in passeggini, seggiolini auto, sdraiette, ecc. ecc.

e ancora:

Nel lettino assume l’odore del bambino e della mamma, infatti i piccolini dormono meglio e si addormentano più in fretta.
Già solo per quest’ultimo vantaggio tutte le neo-mamme dovrebbero riceverne una in regalo. :-;

Ma santo cielo! Per far dormire meglio i nostri piccoli basterebbe tenerli vicini alla nostra pelle, ma chi ci guadagnerebbe soldi? Quindi si propone di strappare un cucciolo alla sua mamma, ucciderlo, e usare la sua pelle. Cose molto naturali, insomma.

Cara Alessia che scrivi queste boiate (pardon!), ti dico io cosa dovrebbero ricevere le future mamme, un prodotto favoloso per far dormire meglio tutti quanti: il libro di Giorgia Cozza Bebè a costo zero. È talmente illuminante che pur non avendolo letto non smetto mai di lodarlo e consigliarlo.

Il tuo articolo aiuta a capire quel che descrive il libro: prima si inducono le future mamme a credere che passeggini, sdraiette e lettini siano assolutamente indispensabili, e poi si creano altri prodotti che devono necessariamente accompagnarli, perché non vorremo mica posare il corpicino del nostro piccolo su tessuti antimacchia o lasciarlo da solo in un lettino che non profuma di mamma, vero?

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